Stampare in 3D! i Segreti Che si Celano Dietro Questa Tecnologia.

Stampare in 3D può sembrare qualcosa di complesso, che solo chi è portato per la tecnologia può capire; ma non è così! Il segreto è quello di capire come funzionano le diverse componenti, di e conoscere il delicato equilibrio delle parti meccaniche e di quelle elettriche. Ma come funziona? Parliamone.

 

  • FDM
  • SLA

La tecnologia FDM (Modellazione a Deposizione Fusa) è la più diffusa tra i maker. Queste stampanti utilizzano del filamento che viene spinto al blocco estrusore per far uscire il materiale. 

La tecnologia SLA (Stereolitografia) è stata sviluppata negli anni 80, e si basa sull'utilizzo di un laser che polimerizza della resina liquida attraverso un processo di fotopolimerizzazione. 

Se già le conoscevi, vota la tua tecnologia di stampa preferita!

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In questo articolo tratteremo le stampanti FDM perché sono quelle più diffuse nel mondo delle stampanti 3D.

La stampante

Sul web potrete trovare una vastissima varietà di stampanti 3D! Queste possono essere comprate in kit da assemblare, blocchi pre-montati da unire, oppure (se alziamo l’asticella del budget) già interamente montate. 

Il costo della macchina è una delle domande che un neofita ci chiede più spesso. Le stampanti FDM hanno i prezzi più variegati, e stampare in 3D potrebbe costarvi meno di quello che pensate! Cercando sul web potrete anche trovare offerte di stampanti con un costo che si aggira intorno ai 150€.  Purtroppo non è tutto oro quel che luccica! Se da una parte avete risparmiato sul costo della stampante, dall’altra preparatevi a mettere in gioco la vostra pazienza, perché dovrete montare i kit in modo preciso ed accurato, per evitare problemi durante la stampa.

 

Purtroppo a volte questo non basterà e dovrete stampare upgrade per potenziare le caratteristiche della vostra stampante, come la stabilità o il raffreddamento.

Non fatevi scoraggiare! Imparare a stampare in 3D è solo una questione di esperienza; più si prova e migliori saranno gli oggetti! Il nostro consiglio comunque è di affidarsi a brand rinomati, e di chiedere su Facebook il parere di utenti che già possiedono quel tipo di stampante (fortunatamente la community del mondo delle stampanti 3D è molto attiva e disponibile).

 

Come funziona una stampante FDM?

Il funzionamento generale di una stampante FDM è quello di leggere il file 3D convertito tramite l’apposito programma di slicing in file gcode, e di estrudere il materiale fondendo il filamento che viene spinto dal motore del tirafilo all’estrusore. Il filamento una volta estruso si “attacca” al piatto di stampa e grazie al/ai motore/i dell’asse Z la stampante lavora per livelli (layer).

schema stampante fdm

Il motore che tira il filamento può essere diretto, e quindi il sistema di fusione del filamento viene chiamato direct, o a “monte”, in cui il filamento viene spinto in un tubo di teflon fino a raggiungere il bowden, cioè il blocco di estrusione. Entrambi i sistemi hanno i loro pro e contro. Per esempio, se volete estrudere il TPU per realizzare oggetti morbidi e/o elastici, avrete bisogno del direct! Nel caso in cui vogliate passare da direct a bowden o viceversa, sarà necessario modificare il blocco dell’asse X, più attuare delle modifiche già facilmente reperibili nel web. 

Il filamento x stampare in 3D

Riguardo al materiale consumabile utilizzato dalle stampanti 3D FDM (le cosiddette “cartucce” per i profani), possiamo trovare diverse tipologie di filamento per i più variegati scopi e progetti. 

Il filamento base utilizzato da TUTTI nel mondo della stampa 3D è il PLA, o acido polilattico. Questo materiale, ricavato dalla rigenerazione di scarti agricoli, come le foglie del mais, fonde a basse temperature (180-190°C) e ha un punto di rammollimento piuttosto basso (circa 40°C). Queste caratteristiche lo rendono un materiale particolarmente facile da estrudere, e viene utilizzato nella creazione di modellini in scala, oggetti di arredo oppure nella creazione di oggetti in serie. 

Filamento 3D

Oltre a questo materiale possiamo trovare ABS, PETG, Nylon, PA, HIPS, ASA… Alla materia prima, inoltre,  possono essere aggiunte componenti che ne modificano il colore o le caratteristiche fisiche, come polveri metalliche, pigmenti particolari (fosforescenti e fluorescenti) e fibre (carbonio, vetro e legno).

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